La Scuola

Istituto Cordella Fashion School

La Scuola di Moda Istituto Cordella nasce da una lunga esperienza familiare, di oltre 350 anni, nel campo della sartoria e della confezione. Dal 1783, anno in cui è nata la sartoria Cordella, l’obiettivo primario è stato di tramandare i propri metodi di taglio e confezione a chiunque volesse intraprendere la professione di sarto e stilista.

I metodi di taglio e confezione sono brevettati e firmati Pino Cordella.

La Scuola di Moda Istituto Cordella prepara ad entrare nel mondo del fashion e del glamour da protagonista: i corsi, nati da approfondite ricerche sul campo, si propongono da strumento ideale per chi desidera disegnare e realizzare collezioni con un proprio marchio, per le industrie dell’abbigliamento, del prêt-à-porter e dell’Alta Moda.

I corsi, biennali e monotematici, forniscono ai futuri stilisti e modellisti le conoscenze teorico/pratiche per elaborare modelli, garantendo prima di tutto una perfetta vestibilità, e per creare una collezione vincente, risultato di un compromesso tra tecniche avanzate, che verranno insegnate attraverso lezioni frontali, esperienze dirette sul campo e alta tradizione sartoriale italiana.

I nostri docenti sono professionisti del settore con esperienza decennale nel mondo della moda, del cinema e dell’università.

Il Metodo Cordella

La sartoria Cordella vanta una tradizione sartoriale centenaria e sin dalla sua origine, avvenuta nell’anno 1783, si è sempre caratterizzata per l’alta qualità e vestibilità dei capi.
Oltre alla fantasia, l’estro e l’innovazione, l’Istituto Cordella vuole puntare sulla qualità della realizzazione di un capo, che si può ottenere dedicando grande cura ad ogni dettaglio, procedimento tipico dell’alta sartoria italiana.

Il Metodo di taglio Cordella, brevettato da Pino Cordella, ha come punto fondamentale la vestibilità e la caduta di un qualsiasi capo di abbigliamento, che si tratti di un capo d’Alta Moda o di una semplice camicia. Il metodo di taglio e’ stato pensato sia per l’applicazione sartoriale, sia per l’applicazione aziendale, rispondendo cosi’ alle richieste volubili ed in costante mutamento della moda, prontamente soddisfatte con il sistematico aggiornamento delle basi utilizzate dall’Istituto.

La realizzazione dei prototipi durante le ore di confezione prevede due diversi moduli, quello sartoriale e quello industriale: questa suddivisione permette al futuro stilista e modellista di avere la consapevolezza di entrambe i metodi, non precludendo cosi’ alcuno sbocco professionale.

Cordella: Un maestro dell’alta moda

Storia di Pino Cordella, raccontata dallo scrittore e giornalista italiano Raffaele Nigro.

L’artigianato del Salento ha prodotto cartapestai,calzaturieri e sarti che nel secondo Novecento hanno saputo farsi strada e trasformarsi in grandi stilisti.
Segno che forse va riconsiderata la via dell’artigianato in Italia. Si spiega proprio alla luce di questa tradizione il successo ottenuto a Berlino da Pino Cordella, ultimo discendente di un’antica famiglia di sarti. Nel corso di due secoli e mezzo, questa famiglia ha messo in piedi un museo della sartoria ricchissimo di attrezzature e vestiari, che racconta un’arte troppo dimenticata nel nostro paese, nonostante il successo dell’alta moda italiana nell’ultimo secolo.

Di stagione in stagione comunque parte di quel museo lascia Lecce, come accadde tempo fa quando molti capi storici dei Cordella intrapresero un viaggio nell’Italia delle gallerie Rinascente... Avevo conosciuto da poco più di un anno Pino Cordella in una serata di festa a Grottaglie e lo avevo rivisto a Venezia in uno degli incontri organizzati dal Campiello. Poi avevo avuto modo di visitare la mostra a Casamassima, approdata in Puglia dopo le esposizioni di Rescaldina, Mestre, Ancona, Pescara e Torino. Un’amicizia nata immediatamente e che si andava irrobustendo di incontro in incontro. Ci si era rivisti a Lecce, nelle stanze del castello di Carlo Quinto dove il comune organizzava una mostra di abiti. 150 anni di alta moda, prevalentemente femminile, diventavano in quelle stanze un racconto di raffinatezza e di storia del vestiario, accompagnato dai dipinti di Cristian Cordella, primo dei tre figli di Pino, pittore e scenografo che opera da anni negli Stati Uniti.

Parlavo di Berlino. Nell’ambito della 31° biennale mondiale della moda sartoriale organizzata nella capitale tedesca per festeggiare i 150 anni dell’associazione mondiale “Master taylors”, Pino Cordella fu invitato a rappresentare i maestri italiani. Vi partecipava con un abito in bianco e nero ispirato agli anni cinquanta, un modello trasformabile composto di quattro pezzi, gonna pantalone bustier e giacca su cui erano raffigurati i momenti più salienti della storia di casa Cordella.

Scuola di Moda Istituto Cordella

La sartoria dei Cordella nasce nel 1783 a Copertino con maestro Leonardo. È nel secondo 800 che i sarti lasciano la sede di Copertino per aprire un atelier a Lecce.Il successo è immediato, al punto che si decide di aprire anche all’estero. È il momento delle grandi emigrazioni verso il Nuovo Continente e seguendo l’esempio di San Giuseppe che è un santo dei voli, Armando, Arturo,Antonio e Italo Cordella decidono di volare in America Latina. Lavoreranno come sarti ma senza grandi ambizioni. È solo nel 1924, quando approda in America l’ultimo dei fratelli, Cosimo, col padre,Giuseppe e una sorella, Rosina che si sviluppa in Santiago del Cile, la prima sartoria :”El Condor linea fratelli Cordella”. Qualche anno più tardi i cinque fondano a Buenos Aires la sartoria :”Italia”. La linea italiana piace non soltanto agli emigrati e si impone tanto che nel 1928 la sartoria Cordella ottiene una commessa dal governo. Creare la divisa della Marina Militare Cilena. Una divisa ancora oggi in uso. Ma l’America è troppo lontana dalla radice della grande moda, che resta collocata nel cuore dell’Europa. Dopo alcuni anni Cosimo Cordella si trasferisce a Parigi, lavora presso uno zio sarto finché decide di rientrare nella sua Copertino. È il 1935 quando ristruttura la vecchia sartoria. Ma i riconoscimenti ufficiali arriveranno nel 1975 Cosimo Cordella sarà insignito di Medaglia d’oro dalla Camera di Commercio di Lecce e nel 1988 del titolo di Cavaliere Ufficiale della Repubblica.

Oggi la tradizione familiare continua con Pino, sarto e stilista balzato agli onori della cronaca qualche anno fa con l’invenzione del nude look di coppia lanciato nella presentazione delle collezioni annuali a Treviso.

Ma si deve anche a Pino Cordella l’idea di raccogliere un materiale ricchissimo sparso in mezzo mondo, tra gli atelier cileni argentini e francesi, quasi radunare le impronte lasciate dai suoi familiari. Dico abiti e attrezzature di sartoria. sono oggi in possesso del museo insieme a una serie di attrezzi dell’arte sartoriale, ferri da stiro, cesoie, macchine protoindustriali, cartamodelli, ventagli e riviste di moda dell’800 italiano e francese.Insieme ovviamente a una serie di modelli che offrirono indicazioni alla società napoleonica, umbertina e fascista, per grandi serate e dunque per tutte le circostanze in cui era d’obbligo l’alta moda.

Diplomatosi presso gli Istituti “Marangoni” e “Secoli” di Milano,Pino Cordella è stato protagonista di importanti fatti di cronaca sartoriale, anticipando tendenze stilistiche di notevole interesse. Nel 1979 firma la linea “tre petti” a Sanremo; nel 1984 disegna una collezione nude look, primo esperimento per l’Italia nel settore; nel 1993 è a Budapest per “lo sposo vestito di pelle bianca”; nel 2000 a Parigi per la ventinovesima Biennale di Maestri Sarti”. Dal 2003 è Consigliere nazionale dell’Accademia Nazionale dei Sartori.
Ma Pino Cordella ha lavorato anche per la televisione, realizzando abiti per le fiction televisive “Madre come te” e “Senza confini”.
Nel 1994 gli vengono commissionate la casula e la stola per Papa Giovanni Paolo II in occasione della storica visita a Lecce.

Ha fondato nel capoluogo salentino il “Centro Studi Cosimo Cordella” un vero e proprio laboratorio che partendo dalla valorizzazione della memoria storica sviluppa l’arte sartoriale tra i giovani, mentre coltiva la passione per il collezionismo in attesa di affidare alla città quel museo oggi raccolto in casse e nei piccoli ambienti dell’atelier. Un Museo che, nonostante le difficoltà di conservazione è meta di studiosi, ricercatori e laureandi in cerca di documentazione altrimenti introvabile.

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